Mandala Yantra

Mandala Yantra

Il Mandala si può definire come una “chiave di lettura” e venne usato da antiche civiltà per rappresentare differenti contesti. Venivano utilizzati per rappresentare le ere, le stagioni, i movimenti celesti, gli alti sistemi della creazione, divinazione, rappresentazioni dei significati primi e puri, per arrivare ai tempi più recenti nell’ambito della psicologia.
Le funzionalità del Mandala sono molteplici : tramanda e trasmette conoscenza, in alcuni casi funge da catalizzatore ed in altri casi è un vero e proprio, mezzo terapeutico.

Per la tradizione tibetana i Mandala sono opera di forma, di circolarità, di profondo significato, di meditazione, di etere, di spirito e di materia. Manifestano bellezza e armonia. Racchiudono in sé significato e intenzione, i quali danno origine a potere, attrazione e fascinazione. Vengono usati sia come tramite verso la conoscenza che come mezzo attrattivo e terapeutico, portando l’osservatore ad uno stato di rilassamento mentale e pre-meditativo. La realizzazione di questa Arte porta l’artista stesso a sperimentare uno stato di equilibrio, fermezza ed armonia. La Maestria stà ed emerge con il raggiungimento e mantenimento di questo stato, che viene di conseguenza, riflesso ed impresso nel dipinto. Il dipinto è il risultato, dello stato di armonia raggiunto e perdurato. Questo è uno dei principali motivi per cui questa Arte viene considerata Sacra. Essendo impregnati di simbologie, significati ed intento introspettivo da parte dell’artista che li dipinge, influiscono ed agiscono nell’ambiente circostante ad essi. Il centro del Mandala è considerato il fulcro, che stabilisce il significato principale del dipinto. Tutto ciò che circonda il centro, ha una duplice funzione : sostenere la simbologia al centro ed emanare e irradiare un’attraente fascinazione. Al centro dei mandala vengono posti perlopiù simboli di buon auspicio e sillabe con significati “puri”. Per queste ragioni sono ottimi oggetti da usare nel Feng Shui o per dare equilibrio e armonia negli ambienti in cui vengono posti.

Utilizzo : Meditazione, Feng Shui, Energia Positiva, Buon Auspicio, Collezionismo, Arredamento, Interior Design, Decorazione d’interni.

Il materiale del dipinto è tela di cotone, ed i colori sono pigmenti solubili in acqua, sia di minerali che di materiali organici, temperati con una soluzione di erba e colla.

Mandala Yantra

Questi Mandala sono costituiti da una base geometrica che in quanto base, simboleggia la solidità e la realtà materiale esistente, e sostiene quindi il simbolo interno, dal quale il Mandala prende il significato principale.

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Mandala Mantra

Questi Mandala sono costituiti da una ciclicità Mantra, da intendersi come una base che simboleggia la realtà eterea e spirituale, e sostiene il simbolo interno, dal quale il Mandala prende il significato principale. Le scritte all’ interno del Mandala sono un Mantra in tibetano, ovvero una preghiera ripetuta, al fine di sorreggere e dar forza al simbolo al centro, che dà il significato principale al Mandala. La preghiera scritta è pronunciata: “Om mani padme hum” ed il significato che le viene attribuito è Amore universale e compassione, che rappresentano le basi del buddhismo.
Questo mantra è probabilmente il più famoso e usato nel buddhismo tibetano, e produce un effetto benefico nella psiche e nella mente.

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Thangka Tradizione Tibetana

L’etimologia della parola “Thangka” è dipinto con superficie piana o più convenzionalmente, messaggio arrotolato.
Tradizionalmente, i monaci e i lama tibetani usavano i thangka per portare gli insegnamenti alla popolazione. Poiché sono dipinti su pergamena, cotone o altri materiali morbidi, sono stati facilmente trasportati e srotolati, ad esempio in un villaggio lontano dal monastero. Gli abitanti del villaggio si riunivano nella piazza principale attorno ad un lama, che indicava con un bastone le diverse illustrazioni del thangka, affinchè potesse trasmettere la conoscenza. In generale nei thangka vengono illustrate :
la vita del Buddha, il ciclo della vita, le rappresentazioni di divinità.

La realizzazione materiale di un thangka, come del resto avviene per la maggior parte dell’arte buddista, è di natura altamente geometrica. Braccia, gambe, occhi, narici, orecchi e vari utensili rituali vengono tutti posti su una griglia sistematica di angoli e linee, intersecandosi. Il procedimento appare molto scientifico, ma spesso richiede una conoscenza molto profonda del simbolismo della scena che si sta dipingendo, onde coglierne l’essenza o lo spirito.

Utilizzo : Meditazione, Feng Shui, Energia Positiva, Buon Auspicio, Collezionismo, Arredamento, Interior Design.

Il materiale del dipinto è tela di cotone, ed i colori sono pigmenti solubili in acqua, sia di minerali che di materiali organici, temperati con una soluzione di erba e colla.

Thangka – La vita del Buddha

In questi dipinti viene raffigurata la storia del Buddha, dalla nascita all’illuminazione.
Vengono illustrate le esperienze significative che hanno condotto Siddharta Gautama a diventare il Buddha. Si narra che sin dalla nascita Siddharta ebbe capacità fuori dal comune, e la leggenda dice che appena uscito dal grembo della madre fu subito in grado di camminare. Fece 7 passi e ad ogni passo sbocciò un fiore di loto. Poi esclamò che avrebbe liberato l’umanità dalla sofferenza. Crebbe come principe nelle mura di un palazzo reale e nella sua cittadina all’interno. Il padre, il Re, lo circondò di prosperità, abbondanza e ricchezza, mostrandogli solo questi aspetti della vita all’interno delle mura. Dopo una giovinezza trascorsa negli agi e nelle ricchezze, e dopo essersi sposato e aver avuto un figlio, ebbe l’occasione di uscire dal palazzo. Nel bel mezzo di una festa ci fu un misterioso momento di intorpidimento generale e siddharta spinto dalla curiosità si diresse verso l’uscita del palazzo, oltre il quale non aveva mai messo piede. Uscito dal suo palazzo, ebbe quattro incontri: con un vecchio; con un malato; con un corteo funebre; con un asceta mendicante. Vecchiaia, malattia, morte e difficoltà, in quel momento Siddharta vide la sofferenza per la prima volta nella sua vita. Questi aspetti della realtà della vita lo impressionarono profondamente: era la presa di coscienza della 
sofferenza e dell’illusione del vivere. Desideroso di conoscere le cause del dolore presente nel mondo e di trovare uno stato di felicità duraturo, a circa trent’anni Siddharta abbandonò i privilegi della propria casta per condurre una via da asceta alla ricerca di una soluzione all’enigma della vita. Insoddisfatto delle risposte di altri maestri, dopo digiuni estenuanti, Siddharta capì che avrebbe ottenuto la conoscenza della salvezza attraverso una via equilibrata, lontano dagli estremi dei piaceri eccessivi e dalla mortificazione ascetica. A 35 anni, dopo 49 giorni di meditazione, ai piedi di un albero di fico, raggiunse l’illuminazione, e la comprensione della causa della sofferenza, divenendo così il Buddha.

Thangka – L’illuminazione del Buddha

In questi dipinti viene raffigurata la realizzazione del Buddha. L’espansione di coscienza a vari livelli, raggiunta durante l’illuminazione. Da qui raggiunse il livello più alto di conoscenza sperimentabile e la conseguente comprensione del significato della vita e la causa della sofferenza. I massimi esponenti del Buddhismo affermano che quello fu il momento più importante e significativo della storia dell’umanità. Il Buddha decise poi, di mostrare l’importanza della sua scoperta all’umanità, esponendo con metodo scientifico, la liberazione dalla sofferenza e una profonda conoscenza.

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